lunedì 12 novembre 2012

Una giornata autunnale alle colline profumate


L’arrivo dell’autunno è accompagnato da colori meravigliosi e da un sole che sprigiona l’ultimo calore dell’anno, e quando il bel tempo continua a resistere diventa in assoluto la mia stagione preferita! Leggendo qua e là degli articoli sul sito di Repubblica, mi sono accorta di come Beijing quest’anno fosse annoverata tra le città più belle dove godere del foliage autunnale… in effetti questa è la stagione migliore sia per visitare la città che per organizzare un’uscita in mezzo alla natura, così una giornata al Parco delle Colline Profumate [Xiangshan Gongyuan] non poteva mancare! Lo trovo un parco davvero meraviglioso, dove ci si può inerpicare per sentierini in salita, godere della vista su Pechino, ammirare i colori autunnali e visitare lo stupendo Tempio delle Nuvole Azzurre [Biyun Si]. Peccato che a causa del vento forte la funivia che porta in cima alla collina non fosse in funzione… a piedi Gigi e io non ce la siamo sentita di arrivare fin lassù, ma ci riproveremo di sicuro in futuro. Grazie al vento, però, le campanelle della Pagoda di Liuli Wanshou suonavano in un modo così piacevole che mi sarei fermata ad ascoltarle fino al tramonto!

sabato 3 novembre 2012

China: a fruit experience!


Se c’è una cosa che mi piace da morire quando giro per i mercati e i supermercati cinesi è curiosare al banco della frutta! Non appena ho messo piede qui a fine estate, era il tempo delle giuggiole. In tutta sincerità, in Italia non le avevo mai trovate né assaggiate e provarle è stata una scoperta: piccole e croccanti, dolci quanto basta e dalla consistenza simile alla mela… tanto che una tira l’altra, è una dipendenza! Sul mercato ne esistono tante varianti e le più famose qui si chiamano datteri per via del loro aspetto bislungo e marrone. A dire il vero sono anche le mie preferite, ma al momento di fotografarle non c’erano più e così mi è toccato ripiegare sulla versione verde e tondeggiante. Poi è stata la volta del mangostano, un frutto violaceo da 8 euro al chilo (e per la media cinese direi che è notevole!) di cui si mangia solo la polpa bianca, dolce e molliccia, con un sapore che se la gioca tra pesca e litchi. E che dire del pomelo? E’ l’agrume più grande che esista e compare sui banchi proprio ad autunno. Profuma come un pompelmo e anche il sapore me lo ricorda, se non fosse per l’assenza di amarezza. Dopo cena, in due siamo riusciti a finirne a malapena metà… anche perchè diciamocelo, da mangiare è scomodissimo! Ha una scorza spessa, da pelare con il coltello, e ad ogni spicchio va levata la pellicina bianca perchè impossibile da masticare! Ne rimane la polpa che per via dell’aspetto asciutto e per il modo in cui si sgrana mi ricorda tanto il melograno. Nelle altre tre foto ci sono invece tutti i frutti che ho assaggiato in un mercato di Suzhou (e che un simpatico signore mi ha fatto strapagare senza possibilità di replica!), due dei quali (quelli dai colori fluorescenti) rimangono ancora non identificati, mentre il più “peloso” si chiama rambutan, un fruttino viscido e dolce quanto il litchi. Ovviamente i classici durian e frutto del drago non mancano mai sul banco della frutta… ma a dire la verità, per via del suo odore “benzinato” (sì mi dà proprio quell’impressione) il durian ancora non l’ho assaggiato… uno sfizio che prima o poi mi devo togliere.

mercoledì 24 ottobre 2012

Qualche parola sul mio lavoro

Non ho ancora raccontato molto sul lavoro che faccio, se non che insegno lingua inglese in un kindergarten qui a Liangxiang. La verità è che lavoro in tre diverse scuole, di cui una è proprio sotto casa (ci lavoro solo di pomeriggio, mentre Gigi sempre) mentre le altre due (ci lavoro di mattina) sono raggiungibili solo con una mezz’oretta d’autobus. L’orario di lavoro è dalle 7:30 alle 12 e dalle 14 alle 17, ma dovendo prendere i mezzi, la mattina mi è concesso lavorare un’ora in meno e iniziare alle 8:30. Di tutte queste ore, quelle di insegnamento in realtà sono solo poco più della metà… direi che dipende dai giorni, ma di solito sto sulle 3 ore e mezzo. Il resto del tempo lo passo in classe con i bambini mentre fanno le altre lezioni, fanno colazione, pranzano, cenano (alle 16) o escono in cortile per gli esercizi quotidiani! Essì, perchè qui in Cina l’esercizio fisico e la disciplina sono cose fondamentali. Così la mattina e a metà pomeriggio si esce in cortile, ogni classe si divide in file precisissime (la pavimentazione a tasselli aiuta parecchio, un bambino un tassello sì e uno no) e dagli altoparlanti parte la musica. Si tratta di una sequenza di canzoni con relativo balletto da eseguire più o meno bene dall’inizio alla fine. La sequenza cambia poche volte al mese e solitamente si tratta di brani per bambini piuttosto ritmici in cinese e inglese, più una canzone patriottica in cui si manifesta tutto il proprio amore per la Cina. Nonostante la mia riluttanza verso il ballo, ora le so ballare tutte pure io a occhi chiusi! (Comunque meglio il ballo che marciare, come fanno nella scuola media di fronte!) 

Per quanto riguarda le lezioni di inglese, gli insegnanti madrelingua sono facilitati da dei dvd in cui ogni lezione è accompagnata da cartone animato, canzoncina e balletto… insomma, se un giorno si è a corto di fantasia c’è sempre una buona base per cominciare. Catturare l’attenzione dei bambini è la sfida più grande… soprattutto perchè ogni pomeriggio insegno nella mia classe di bimbi dai 2 ai 3 anni, praticamente piccolissimi! Ogni tanto mi sembra di rimbambirli: il metodo cinese implica l’apprendimento a memoria e mi ritrovo a farli ripetere tremila volte in venti minuti “Hello bunny, hello bear!”, tanto per fare un esempio. Il potere delle canzoncine messe a oltranza lo sentiamo pure io e Gigi… anche senza volerlo spesso di sera ci vengono in mente dal nulla. E vai di “Hello bunny, hello bear!”. 
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