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venerdì 13 maggio 2011

Ichigo Sakuramochi Kanto style


Sì, lo so. Sono assente da quasi due settimane! Purtroppo il dovere chiama e devo assolutamente finire la tesi per chiudere il capitolo università. Mi mancano ancora una settantina di pagine da tradurre dal cinese all'italiano e incomincio a sentire un po' di pressione sul collo =_= Vi chiedo solo di pazientare qualche settimana visto che fino a luglio aggiornerò il blog con il contagocce, ma prometto che tornerò più in forma che mai!

Oggi fa un caldo terribile a Milano. Sarà che ho voglia di restare ancora un po' aggrappata alla primavera ... oggi vi propongo i miei Ichigo Sakuramochi del Kanto! Sono molto semplici da preparare, soprattutto se avete dimestichezza con crepes e pancake. A dire il vero ho preparato anche qualche sakuramochi senza fragola, ma devo dire che il succo di questo delizioso frutto gli dà proprio un tocco di freschezza in più.

Se non trovate le foglie di ciliegio in salamoia nei negozi ma avete un ciliegio in giardino, il gioco è fatto! Basta sbollentare le foglie per qualche secondo, immergerle nell'acqua ghiacciata per bloccarne la cottura e marinarle per 2/3 giorni in un vasetto con 5 cl di acqua e 25 gr di sale (sufficiente per una cinquantina di foglie). Io ho fatto così e sono venute proprio bene.

Ingredienti per 10 sakuramochi:

60 gr di zucchero a velo
1 cucchiao e mezzo di shiratamako
120 ml d'acqua
90 gr di farina 00
250 gr di koshian 
10 foglie di ciliegio in salamoia
10 fragole
colorante rosso
olio di mais


Prima di tutto preparate 10 palline con la koshian e mettele a riposare in frigo. Mettete poi la shiratamako in una ciotola e scioglietela con un goccio d'acqua. Aggiungete lo zucchero a velo, la farina 00, l'acqua restante e sbattete bene con una frusta. Quando il composto è liscio e completamente privo di grumi, metteteci pochissimo colorante rosso fino a raggiungere una tonalità rosa pastello. Ora è pronto per la cottura e potete procedere proprio come se si trattasse di piccole crepes! Quindi scaldate la padella, passateci un foglio di carta imbevuto d'olio e stendete una crepe di circa 7x12 cm. (per ogni crepe ci vuole circa un cucchiaio di composto). Cuocete entrambi i lati fino a quando la crepe si staccherà dalla padella. Una volta pronte tutte e dieci le crepe, mettetele a raffreddare su un piattino e copritele con della pellicola, in modo tale che non perdano l'umidità. Nel frattempo sciacquate le foglie di ciliegio e asciugatele con un po' di carta. 

Quando tutto sarà pronto e freddo, i sakuramochi senza fragola si assemblano così: avvolgete una pallina di koshian con una crepe, poi avvolgete la crepe con una foglia di ciliegio (è importante che la parte con le venature rimanga all'esterno!), il risultato sarà così. Per i sakuramochi con la fragola basta infilare un frutto in un'estremità dell'involtino e avvolgerlo con una foglia (stavolta in senso verticale: vedi foto^^)

venerdì 1 aprile 2011

Primavera, Hanami e Sakuramochi

Ume. La scorsa primavera a Nara.

La primavera è senza dubbio la stagione preferita dai giapponesi e raggiunge l'apice dalla fine di marzo agli inizi di aprile con l'Hanami (花見, letteralmente guardare i fiori) momento in cui si va ad ammirare la bellezza degli alberi in fiore. Migliaia di persone gremiscono le località più famose e nei parchi è difficile trovare un posticino libero visto che sono tutti alle prese con i picnic all'ombra degli alberi in fiore. C'è addirittura un modo di dire che sottolinea la tendenza ad abbuffarsi piuttosto di osservare i fiori, che dice 花より団子 hana yori dango, ovvero "meglio i dango che i fiori"! 

Anche se sono i sakura (i fiori di ciliegio) ad avere la meglio in fatto di fama, gli ume (o fiori di susino) sono altrettanto deliziosi. Anzi, io li trovo ancor più delicati e raffinati per la loro forma piccola e raccolta, e il loro colore intenso. La tradizione dell'Hanami è nata proprio con questi fiorellini nel periodo Nara (710-794), ai quei tempi infatti ci si dedicava esclusivamente agli ume, mentre è nel periodo Heian (794-1185) che l'attenzione si è posata sui fiori di ciliegio e si è protratta fino ad oggi. Passeggiare tra i petali di sakura e ume trasportati dal vento è un'emozione unica, come lo è respirare il profumo delicato che si diffonde dolcemente nell'aria. 

Quest'anno però l'Hanami verrà vissuto con una vena di tristezza dal popolo giapponese... è per tutti davvero difficile accantonare anche solo per un attimo il pensiero degli ultimi eventi. Spero solo che il fiorire dei sakura porti con sè tanta speranza. Nihon ganbatte kudasai!





Ora vi voglio parlare del wagashi che più rappresenta l'Hanami: il Sakuramochi! Si tratta di un involtino profumato dal sapore un po' dolce e un po' salato, che si distingue per il colore rosa pastello e la fogliolina di ciliegio che lo avvolge. Di questo delizioso dolcetto esistono ben due varianti: una della regione del Kansai (Osaka, Kyoto, Kobe) e l'altra del Kanto (Tokyo). La differenza principale tra le due sta negli ingredienti e nell'aspetto. Il Sakuramochi del Kansai racchiude una pallina di riso glutinoso farcita di anko, mentre quello del Kanto consiste in una specie di crepe anch'essa farcita di anko. Tutti e due i Sakuramochi sono un'esperienza sensoriale unica, un'immersione completa nell'universo dei fiori, un profumato boccone di primavera. Non vi fanno pensare a un fiore appena colto?


Sakuramochi del Kansai

Sakuramochi del Kanto

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