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sabato 23 novembre 2013

Gli acquisti "Japan inspired" per un inverno caldo

Con l'arrivo dell'autunno e l'inverno già alle porte, il clima pechinese si è fatto freddo e secco per puntare prestissimo a temperature sotto lo zero. Vien da sè che l'abitudine cinese di bere acqua calda sia tornata a farmi compagnia durante le lunghe giornate di lavoro. Oltretutto non passa giorno che non mi senta dire "喝多水" hē duō shuǐ! [bevi più acqua... probabilmente la frase invernale più ricorrente!], soprattutto ora che, con tosse e raffreddore, sono diventata il bersaglio di consigli su consigli in materia :) 

Da qualche settimana ho accantonato la classica 水杯 shuǐbēi di plastica in favore di un bel thermos con cui portarmi a scuola del tè verde o del tè d'orzo super bollenti, e per questo acquisto Taobao si è rivelato di nuovo una risorsa comodissima e preziosa.

 Sfogliando pagine di thermos dell'omonima Thermos ho trovato questa stupenda serie disegnata dalla giapponese Junko Suzuki. Ho scelto la bottiglia da 350 ml con un delicato design floreale su sfondo bianco, per 12 ore di tè caldo assicurato:



Tutuanna è invece uno dei miei brand preferiti quando si parla di calze e pigiamini dai toni soffici e un tocco sweet. Per tenere al caldo i piedi la notte e le mani di giorno, ecco due scelte pastellose e morbide:




 Anche se non si tratta di calore vero e proprio, gli incensi di Nippon Kodo avvolgono in un abbraccio aromatico, sono naturali e soprattutto non fanno fumo. Con lo smog di Pechino spesso alle stelle (sopra i 300) è impensabile aprire le finestre per cambiare l'aria quando non soffia il vento, così un bastoncino d'incenso Nippon Kodo, nella sua semplicità, riesce a rinfrescare l'aria e rendere l'ambiente più vivibile. Provare per credere!



mercoledì 9 gennaio 2013

Bere acqua calda


A Pechino il clima non è il massimo in inverno. Temperature molto fredde (e quest'anno mi dicono siano state più rigide del solito) che raggiungono -18° e un'aria secchissima si uniscono allo smog creando un mix spaventoso per i propri polmoni: raffreddore cronico e gola secca. Per affrontare tutto ciò mi sono armata di copriorecchie caldissimo, mascherina imbottita e borraccia per il tè. In Cina l'acqua del rubinetto non è potabile, quindi o si ha in dotazione un distributore d'acqua tipo quelli utilizzati in ufficio in Italia (e in effetti a casa c'è) o la si fa bollire e ci si prepara una bella tazza di tè. Tutti hanno in casa un bollitore elettrico (ho finito per comprarne uno anch'io!), mentre nel kindergarten ogni aula ha una piccola cisterna. I bambini sono abituati fin da piccoli a bere l'acqua calda, e anche se all'inizio ero un po' scettica, dopo averla bevuta un po' di volte durante le fredde giornate invernali posso dire che dà davvero una sensazione di gran sollievo. Se tornassi all'acqua fredda, sono sicura che ne berrei molta di meno [difatti quando l'acqua della mia borraccia è ormai fredda, finisco per svuotarla in qualche vaso sul davanzale!], complice anche il fatto che la temperatura media delle aule è sui 16-17°... decisamente un po' pochino per essere una scuola materna.
Tornando ai malesseri stagionali... non so se per un certo periodo ho avuto un colorito da salute cagionevole, ma ogni maestra appena mi vedeva diceva “hai bevuto acqua calda? Devi bere più acqua calda!” oppure me ne metteva direttamente in mano un bicchiere raso, tanto che qualche volta finivo per infastidirmi un po'. Ma in fondo questa fissa a quanto pare un senso ce l'ha davvero: Gigi a furia di bere acqua calda e tè durante lunghe giornate di raffreddore, una sera mi dice respirando a pieni polmoni “oh Elì, però sta cosa funziona!!”. Ormai siamo stati contagiati e diffonderemo il verbo :)
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