Sarà che ultimamente, e molto più che mai, mi si affacciano alla mente tantissime immagini che ormai appartengono al passato... ma ho un forte mal di Cina, una nostalgia assoluta per uno dei periodi più importanti della mia vita, i miei Chinese days. Ogni tanto, per sentirmi in quella che è stata la mia seconda casa, do un'occhiata alle previsioni del tempo di Pechino senza dimenticare l'Air Quality Index in tempo reale ^.^ Ovviamente là è soleggiato e caldissimo con un'umidità a mille. Oddio l'estate a Pechino è qualcosa di terribilmente appiccicoso e pesante, qualcosa che ti si insinua nei vestiti e affatica ogni movimento come un vischio appena steso. E' chiaro che ci sono anche tanti posti in cui rifugiarsi, vi ricordate quando mi hanno portato in questa piscina all'aperto accanto al lago Qinglong? :) Una cosa che però adoro dell'estate cinese è il fiorire di posticini dove mangiare all'aperto, dove con una manciata di yuan ti porti sulla tavola molluschi freschi, gamberi, spiedini d'agnello, insalate miste, kaomantou (ovvero pane al vapore affettato e ripassato sulla piastra), una bella Yanjing gelata accompagnata da tazza proletaria in acciaio (anche se qui in foto c'è una Qingdao hihi), o qualcosa di più esotico come le cavallette fritte. Proprio al centro del mio quartiere, Beiluyuan, il parcheggio del supermercatino era stato trasformato per tutta la stagione in uno di questi ristorantini e ci andavo non meno di tre volte alla settimana ♥
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sabato 26 luglio 2014
domenica 8 dicembre 2013
L'Airpocalypse di Pechino
| La vista dalla finestra di casa mia |
Vivere a Pechino significa convivere ogni giorno con un inquinamento atmosferico pesante e un cielo sempre più spesso monocromo. E anche il clima di certo non aiuta perché non piove mai, se non d'estate quando gli acquazzoni sono imprevedibili e improvvisi. L'inverno è la stagione più secca per eccellenza, e anche se qualche volta concede un po' di neve, guardare le previsioni del tempo è una cosa assolutamente inutile. Ogni giorno è sereno e via via sempre più freddo e rigido, ma individuare il sole spesso è una scommessa! L'unica salvezza è il vento, ma quando non soffia non c'è scampo... ormai si parla di Airpocalypse e non ci potrebbe essere parola più azzeccata.
Da qualche mese la prima cosa che faccio il mattino è scostare le tende e vedere com'è la luce, il secondo passo è controllare l'indice delle polveri sottili e il terzo mettermi la mascherina prima di uscire se ce n'è bisogno. Forse l'anno scorso sono stata un po' troppo indulgente su questa storia, ma al momento è diventata una fissa e non voglio rischiare di riempirmi i polmoni di metalli, cemento e compagnia bella. Eccomi quindi di nuovo barricata a casa per un intero weekend, mentre fuori la concentrazione di polveri sottili ieri ha raggiunto i 500 microgrammi/metro cubo e sicuramente ormai tutti sanno che l'OMS ha fissato a 25 il limite di pericolosità. La cosa preoccupante è che molti cinesi non prendono la cosa sul serio, lo dico perché vedo mamme e bambini a spasso, perché a scuola si esce in cortile ogni stramaledetto giorno, anche il più grigio. Essere privata dell'aria è una cosa a cui non mi abituerò mai.
mercoledì 1 maggio 2013
Fiori, cocco e passeggiate all'Antico Palazzo d'Estate
Dopo una tirata al lavoro di sette giorni (da lunedì a domenica scorsa) finalmente mi sto godendo qualche giorno di vacanza, esattamente da lunedì ad oggi, poiché in Cina per la Festa del Lavoro sono previsti tre giorni di ferie! Peccato che non sia tutto oro ciò che luccica... non ricordo se ve ne avevo già parlato, ma il concetto di ferie in terra cinese è relativo. I giorni di ferie infatti non sono "puliti" e in parte vanno recuperati lavorando nel fine settimana subito prima o dopo la settimana incriminata!! Quindi ogni qualvolta si parli di vacanze so già che il discorso settimana più weekend attaccato sia totalmente da escludere :( Lo scorso Capodanno Cinese avevo ricominciato a lavorare di venerdì fino al venerdì seguente, ben 8 giorni lavorativi di fila... che ingiustizia!
Sembra proprio che qui l'estate sia già iniziata... temperature sui 26 gradi e un bel sole caldo mi hanno fatto compagnia durante tutte queste tre giornate di libertà. Con Gigi ho passato i primi due giorni tra dolce far nulla e qualche passeggiata vicino a casa lungo un piccolo fiume costeggiato da alberi in fiore e pioppi con tutti i loro piumini... con il vento sembrava quasi nevicasse tanto da tenere gli occhi aperti a fatica! Visto che il caldo ci ha colti così alla sprovvista abbiamo fatto incetta di gelati, ghiaccioli e mochi gelato... Sapete quanto costa un mochi? 0.1 yuan... praticamente nemmeno 2 centesimi :)
Oggi invece siamo stati al Parco dell'Antico Palazzo d'Estate di Pechino a goderci i fiori, le rovine e lunghe soste all'ombra dei salici piangenti: una giornata meravigliosamente serena. E' stato divertente spizzicare qualcosa nei mini banchetti di snack che nella bella stagione inondano i parchi cinesi e ho finito per innamorarmi del cocco fresco di Hainan, pronto per essere bucato ed assaporato con la cannuccia! L'acqua di cocco è qualcosa di incredibilmente dissetante e ci credete che in una noce ce ne sta quasi mezzo litro?
martedì 16 aprile 2013
Un sabato ventoso e primaverile all'Orto Botanico di Pechino
Non mi sembra vero, ma da parecchi giorni il cielo di Pechino è azzurrissimo. Soffia sempre un vento forte che spazza lontano la nebbia grigia e densa dell'inquinamento, tanto che Gigi qualche sera fa è riuscito a vedere una lunghissima stella cadente. La primavera è nel pieno della sua forza, il guardaroba si sta finalmente alleggerendo e appena uscita dal lavoro ho sempre voglia di fare una passeggiata per godere del sole tiepido e dei fiori appena sbocciati. Per tutte queste cose mi sveglio di buonumore! Il sole sorge prestissimo [prima delle 6] e non avendo le tapparelle [nessuno le ha, si usano solo le tende] la luce mi sveglia di buon'ora con naturalezza, bussando dolcemente alle mie palpebre. Per approfittare di queste giornate fantastiche, sabato scorso sono stata con Gigi all'Orto Botanico di Pechino, un bel parco ai piedi delle Colline Profumate. E' stata una giornata all'insegna della natura e del relax, e anche se alcune parti dell'Orto erano in manutenzione [come gli stagni] devo ammettere che le serre erano meravigliose! Ho da sempre un debole per il loro ambiente innaturale e decadente, quasi senza tempo, per la luce che filtra piano dai vetri opachi e quell'umidità nell'aria che rende ogni pianta verdissima e rigogliosa. C'era una gardenia in fiore che permeava l'aria del suo profumo intenso, quasi ipnotico... ♥
Avete mai giocato al punta e clicca Machinarium? C'è un ambientazione in una serra con una soundtrack da sogno del compositore Tomas Dvorak...
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domenica 14 ottobre 2012
Pechino: a pranzo in uno dei pochi ristoranti nord-coreani al mondo (!!!)
Sempre il giorno della Festa di Metà Autunno, dopo aver gironzolato nel quartiere di Sanlitun e Lonely Planet alla mano, decidiamo di pranzare al Haitanghua Pyongyang Cold Noodle Restaurant “uno dei pochi ristoranti nord coreani al mondo” e, passata una mezz’ora d’orologio per trovare la location, eccoci seduti in un locale austero e vagamente kitsch. Cameriere in divisa pseudo elegante orientale bordeaux, solo un tavolo occupato da altri avventori silenziosi, sottofondo di concerto d’archi trasmesso dalla tv nordcoreana in cui le musiciste (tutte belle ragazze ma in abiti assolutamente trapassati) riproponevano delle colonne sonore anni ‘80-‘90 (tra cui il classicone di Rocky!!). Insomma, nonostante la titubanza iniziale e la soggezione che incuteva il posto, apriamo il menù e vediamo che 15 pagine su 20 sono occupate da pietanze dal costo improponibile (mentre la Lonely Planet lo piazzava tra i locali a buon mercato), così veniamo presi dalla voglia di alzarci e andarcene ma la cameriera già ci sta versando il tè nelle tazze! Arrivati in fondo al menù, con estremo sollievo troviamo finalmente delle portate più abbordabili e puntiamo su una zuppa di pesce (Gigi) e il piatto forte della casa, i noodles freddi o naengmyeon (io). Un’esperienza stranissima: una ciotola di metallo gelido, piena di acqua ghiacciata e vermicelli di riso pronti da mescolare con una torretta di sapori. E devo dire che a parte la mia riluttanza verso i vermicelli per via della loro consistenza gelatinosa, nel complesso il piatto non era così male! La massiccia presenza di peperoncino scaldava la bocca che allo stesso tempo si rinfrescava con gli ingredienti ghiacciati… una sensazione da provare. Per quanto riguarda la zuppa di Gigi, era saporita e piccante… peccato solo per le parti di pesce un po' difficili da gestire (testa, coda e poco altro^^).
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