sabato 29 dicembre 2012

Il primo Natale lontano da casa


Passare il periodo natalizio lontano da casa è stato un evento strano, un po’ vuoto e al tempo stesso nostalgico. Il Natale mi piace tantissimo da sempre e l’atmosfera di gioia e calore che va a crearsi in famiglia è una cosa a cui è stato molto difficile rinunciare! Per di più, trovandomi in un paese in cui il Natale è semplicemente un pretesto per “abbellire” (in molti casi abbruttire con grosse facce di Babbo Natale sempre uguali) le vetrine e poco più, i giorni di festa sono passati un po’ in sordina… a parte qualche mela della pace ricevuta dalle colleghe in segno d’amicizia. Già, perchè qui a Natale un piccolo segno se lo concedono e si regalano delle belle confezioni contenenti una grossa mela rossa! Gigi e io ne abbiamo totalizzate sette in totale e ci hanno fatto compagnia negli spuntini fuori pasto. Sentire i miei su Skype e scambiarsi gli auguri è stato un po’ strano come dicevo prima, perchè guardandomi intorno pensavo: ma dov’è il Natale qui??? Lo ammetto: il 25 dicembre, visto che avevo del tempo libero, sono anche stata in banca a mettere via i risparmi… che robaccia! Sono sicura che l’anno prossimo vorrò godermi ogni singolo secondo di questo periodo, fino in fondo.
Tra l’altro penso lo sappiate tutti che in Cina il Capodanno non si festeggia il 31 dicembre; quello cinese segue infatti il calendario lunare e cadrà i primi di febbraio. Pare si prospettino grandi festeggiamenti e spero davvero di cogliere un po’ di svago e pazzia per le strade di Liangxiang! In ogni caso vi auguro un buonissimo anno nuovo! ^.^


domenica 23 dicembre 2012

Diario di una domenica pigra e gelida (parte 2)

Torniamo alle belle cose che ci ha riservato questa giornata. Stasera, sulla via di casa dopo un pranzo veloce da KFC (lo ammetto! Che cosa orrenda! Ma con questo freddo tutti i nostri amici in mezzo alla via si erano dileguati) siamo passati davanti a un negozio di tè vicinissimo alla fermata del nostro autobus. Non ci avevo mai prestato grande attenzione, ma probabilmente col favore del buio la vetrina mi è balzata subito agli occhi e mi sono fermata ad osservare piena di ammirazione tutta la serie di teiere e oggettini esposti fatti con la terra di Yixing. E mi sono innamorata di una cosa in particolare: un piccolo maialino di terra Yixing blu che doveva assolutamente essere mio! Così abbiamo varcato la soglia e la proprietaria ci ha lasciato girare per il negozio senza troppo pressing, anche se qualche domanda alla fine è scattata e tra una cosa e l’altra mi sono ritrovata a farle tante domande sui tè cinesi e sulle varietà di Pu’er esposti. Infine ci ha fatti sedere, offrendoci la varietà di Pu’er di cui stavamo parlando ed era una bellezza vederla destreggiarsi con acqua calda, tè e teiere. I negozi italiani di tè se la sognano questa atmosfera, qui sembra tutto molto più spontaneo e normale, e la parola d’ordine è l’accoglienza… in effetti la signora era davvero gentile e disponibile a parlarmi in modo un po’ più semplice per assicurarsi che capissi tutto. In Italia mi era già successo di assaggiare un Pu’er ma in tutta sincerità non mi era piaciuto e questa sera ho capito il perchè. La preparazione di questo tè richiede due lavaggi delle foglie, l’infusione deve durare 5 secondi e si può ripetere fino a 10 volte! E ovvio che sbagliando i tempi il risultato cambi notevolmente. Fatto sta che mi è piaciuto parecchio e ho finito per comprarmene cinque mono porzioni, insieme al maialino di Yixing chiaramente! Che poi durante la preparazione del tè non se n’è stato in disparte, anzi, notavo che ad ogni lavaggio delle foglie del Pu’er l’acqua gli veniva versata sopra e tra me e me pensavo “perchè?”. Ed ecco spiegato l’arcano: quel maialino è un 茶宠 [cha chong, letteralmente animaletto del tè]. E’ un porta fortuna e ad ogni ogni preparazione del tè l’acqua ci viene versata sopra per rendere la sua superificie ancora più bella. Questa storia mi è piaciuta tantissimo! Non ho foto da mostrarvi perchè tè e maialino sono già finiti impacchettati sotto il nostro mini alberello di Natale… ma rimedierò presto :)

Diario di una domenica pigra e gelida (parte 1)


Penso che oggi sia stato il giorno più freddo dell’anno, la a massima era a -8 mentre la minima a -18! Abbiamo dovuto proprio rompere la pigrizia per prepararci e uscire di casa… anche perchè, diciamoci la verità, la mattinata non è iniziata proprio così bene avendo a disposizione per colazione solo un po’ di pane dolce e due bicchieri di succo al mango! Nonostante le resistenze iniziali sì è però poi rivelata una domenica parecchio interessante, a partire dal pranzo. 
Oggi abbiamo deciso di tornare al ristorante dello Yunnan in cui eravamo stati tempo fa con le colleghe e appena siamo entrati ho notato subito che la proprietaria stava sorridendo, probabilmente perchè di occidentali di lì non ne passano tutti i giorni. Con il menù però questa volta me la sono cavata abbastanza bene e sia Gigi che io abbiamo ordinato il piatto forte della regione: i Guoqiaomixian. In cosa consiste questa pietanza? Prima di tutto dal menù si sceglie la variante che si preferisce [il prezzo aumenta in base al numero e al tipo di ingredienti], dopodichè viene servita una grossa ciotola a testa piena di brodo di pollo e una serie di ciotoline contenenti tutti gli ingredienti da aggiungere al brodo da quello più crudo a quello già cotto. La cosa divertente è che questa operazione la si fa da soli ed è molto bello vedere come la ciotola si riempie e inizia a profumare di tutti gli ingredienti! Noi abbiamo aggiunto due uova di quaglia, delle fettine di carne e di pesce, cipollotto, coriandolo, peperoncino in salamoia, alghe, aglio bollito, altre verdurine in salamoia, aceto e olio piccante. I mixian [noodles di riso tipici dello Yunnan] sono gli ultimi ad essere aggiunti e a questo punto i Guoqiamixian sono pronti per essere gustati! Davvero notevoli e gustosi… secondo me una delle scelte migliori per affrontare il freddo invernale. 
Dopo pranzo ci siamo fatti una camminatina con quell’aria gelida che penetrava sotto i vestiti, per poi fermarci a fare merenda alla bakery Xiaolidu. Diciamo che lo scopo principale era trovarci il panettone [ah-ah!] visto che domani è la vigilia e non volevo rimanere sfornita di dolce natalizio! Due settimane fa avevo già testato se tale panettone fosse commestibile oppure no, e a parte la scarsità di zucchero [condivisa da tutti gli pseudo dolci occidentali prodotti dai cinesi] in fondo non era poi così male. Peccato che oggi non ci fosse più… ci riproverò domani sperando di non rimanere a bocca asciutta, altrimenti tutti i miei tentativi di ricreare un minimo di atmosfera natalizia in casa andranno completamente a rotoli :)


domenica 16 dicembre 2012

Arriva la neve! E arrivano le bacche di gelsomino glassate


Anche oggi mi sono svegliata con una spolverata di neve che scendeva dal cielo. Fa così freddo che l’opzione acqua e neve proprio non è contemplata! Oggi i fiocchetti scendevano fitti, fini e ghiacciati… e ci hanno messo poco a imbiancare di nuovo Liangxiang. Di solito tutti i weekend me ne vado con Gigi a Pechino, ma stamattina il tempo mi ha messo pigrizia e così siamo rimasti a casa a dedicarci agli addobbi natalizi, alla spesa e a un po’ di relax. Così, mentre compravo un paio di spiedini di bacche di biancospino caramellate alla solita bancarella fidata ho notato la comparsa di sacchettini di carta contraddistinti da etichette con sapori diversi (gusto classico, burro…), e ovviamente ho subito chiesto 这个是什么? (che cos’è?). Secondo voi ho capito? No! ^.^ Ma per 5 yuan ne ho comprato lo stesso un sacchettino buttandomi sul gusto classico, lo apro e… ancora bacche di gelsomino! Glassate con lo zucchero e bianche con la neve… bellissime e dolci!


mercoledì 12 dicembre 2012

martedì 4 dicembre 2012

I primi contatti umani


Ormai sono quasi tre mesi lontani da casa e la nostalgia della famiglia e degli amici ogni tanto si fa sentire. Costruirsi delle amicizie non sembra così facile. La lingua è un ostacolo molto grande… e per di più molte colleghe non sembrano interessate ad approfondire un rapporto oltre al lavoro. Però devo dire che nel giro di queste ultime settimane si è mosso qualcosa e sto finalmente riuscendo a coltivare qualche conoscenza. La cosa davvero strana è che il primo invito ricevuto non è arrivato da una collega, ma dalla mamma di una bambina che frequenta il kindergarten e che io e Gigi abbiamo incontrato casualmente per strada! Infatti, mentre ci stavamo incamminando verso casa con i sacchetti della spesa in mano abbiamo incontrato Flower (ogni bambino del kindergarten ha anche un nome inglese!). All’inizio eravamo indecisi se salutare o no, visto che di solito l’insegnante di inglese deve salutare come minimo diecimila volte per fare contenti i genitori, ma questa volta la mamma in questione è stata inaspettatamente gentile e ospitale, insistendo perchè andassimo da lei per una tazza di tè. 
E’ così che siamo finiti a casa di Xiaomei, accolti con un tè delizioso (il tai ping hou kui, un tè verde dalle foglie lunghissime e strette), un piatto di ravioli bolliti al momento per noi e tanta frutta fresca (longan e mangostani). A giudicare da quello che ci è stato offerto e dal tipo di casa (un bell’appartamento al 14° piano con parquet e finestrone panoramico) abbiamo subito capito che di sicuro Xiaomei era l’esempio lampante della nuova borghesia cinese, e anche nei suoi modi c’era di sicuro qualcosa di più raffinato rispetto alla chiassosa media di Liangxiang. Ad ogni modo è stato il primo giorno in tutto questo tempo in cui sono riuscita a comunicare dignitosamente in cinese (ovviamente con qualche difficoltà, ma almeno è stato d’incoraggiamento) e in cui mi sono divertita con qualcuno del posto! Dopo questa serata, ne sono arrivate inaspettatamente altre con delle colleghe che ci hanno invitati a cena fuori. Quando i cinesi si aprono sanno essere molto piacevoli e alla mano, e anche in queste occasioni siamo stati molto bene! In più, conoscendo le nostre difficoltà con le ordinazioni, le colleghe hanno scelto per noi e ci hanno fatto assaggiare svariati tipi di cucina, tra cui quella saporitissima dello Yunnan (ecco un paio di scatti!):

lunedì 12 novembre 2012

Una giornata autunnale alle colline profumate


L’arrivo dell’autunno è accompagnato da colori meravigliosi e da un sole che sprigiona l’ultimo calore dell’anno, e quando il bel tempo continua a resistere diventa in assoluto la mia stagione preferita! Leggendo qua e là degli articoli sul sito di Repubblica, mi sono accorta di come Beijing quest’anno fosse annoverata tra le città più belle dove godere del foliage autunnale… in effetti questa è la stagione migliore sia per visitare la città che per organizzare un’uscita in mezzo alla natura, così una giornata al Parco delle Colline Profumate [Xiangshan Gongyuan] non poteva mancare! Lo trovo un parco davvero meraviglioso, dove ci si può inerpicare per sentierini in salita, godere della vista su Pechino, ammirare i colori autunnali e visitare lo stupendo Tempio delle Nuvole Azzurre [Biyun Si]. Peccato che a causa del vento forte la funivia che porta in cima alla collina non fosse in funzione… a piedi Gigi e io non ce la siamo sentita di arrivare fin lassù, ma ci riproveremo di sicuro in futuro. Grazie al vento, però, le campanelle della Pagoda di Liuli Wanshou suonavano in un modo così piacevole che mi sarei fermata ad ascoltarle fino al tramonto!

sabato 3 novembre 2012

China: a fruit experience!


Se c’è una cosa che mi piace da morire quando giro per i mercati e i supermercati cinesi è curiosare al banco della frutta! Non appena ho messo piede qui a fine estate, era il tempo delle giuggiole. In tutta sincerità, in Italia non le avevo mai trovate né assaggiate e provarle è stata una scoperta: piccole e croccanti, dolci quanto basta e dalla consistenza simile alla mela… tanto che una tira l’altra, è una dipendenza! Sul mercato ne esistono tante varianti e le più famose qui si chiamano datteri per via del loro aspetto bislungo e marrone. A dire il vero sono anche le mie preferite, ma al momento di fotografarle non c’erano più e così mi è toccato ripiegare sulla versione verde e tondeggiante. Poi è stata la volta del mangostano, un frutto violaceo da 8 euro al chilo (e per la media cinese direi che è notevole!) di cui si mangia solo la polpa bianca, dolce e molliccia, con un sapore che se la gioca tra pesca e litchi. E che dire del pomelo? E’ l’agrume più grande che esista e compare sui banchi proprio ad autunno. Profuma come un pompelmo e anche il sapore me lo ricorda, se non fosse per l’assenza di amarezza. Dopo cena, in due siamo riusciti a finirne a malapena metà… anche perchè diciamocelo, da mangiare è scomodissimo! Ha una scorza spessa, da pelare con il coltello, e ad ogni spicchio va levata la pellicina bianca perchè impossibile da masticare! Ne rimane la polpa che per via dell’aspetto asciutto e per il modo in cui si sgrana mi ricorda tanto il melograno. Nelle altre tre foto ci sono invece tutti i frutti che ho assaggiato in un mercato di Suzhou (e che un simpatico signore mi ha fatto strapagare senza possibilità di replica!), due dei quali (quelli dai colori fluorescenti) rimangono ancora non identificati, mentre il più “peloso” si chiama rambutan, un fruttino viscido e dolce quanto il litchi. Ovviamente i classici durian e frutto del drago non mancano mai sul banco della frutta… ma a dire la verità, per via del suo odore “benzinato” (sì mi dà proprio quell’impressione) il durian ancora non l’ho assaggiato… uno sfizio che prima o poi mi devo togliere.

mercoledì 24 ottobre 2012

Qualche parola sul mio lavoro

Non ho ancora raccontato molto sul lavoro che faccio, se non che insegno lingua inglese in un kindergarten qui a Liangxiang. La verità è che lavoro in tre diverse scuole, di cui una è proprio sotto casa (ci lavoro solo di pomeriggio, mentre Gigi sempre) mentre le altre due (ci lavoro di mattina) sono raggiungibili solo con una mezz’oretta d’autobus. L’orario di lavoro è dalle 7:30 alle 12 e dalle 14 alle 17, ma dovendo prendere i mezzi, la mattina mi è concesso lavorare un’ora in meno e iniziare alle 8:30. Di tutte queste ore, quelle di insegnamento in realtà sono solo poco più della metà… direi che dipende dai giorni, ma di solito sto sulle 3 ore e mezzo. Il resto del tempo lo passo in classe con i bambini mentre fanno le altre lezioni, fanno colazione, pranzano, cenano (alle 16) o escono in cortile per gli esercizi quotidiani! Essì, perchè qui in Cina l’esercizio fisico e la disciplina sono cose fondamentali. Così la mattina e a metà pomeriggio si esce in cortile, ogni classe si divide in file precisissime (la pavimentazione a tasselli aiuta parecchio, un bambino un tassello sì e uno no) e dagli altoparlanti parte la musica. Si tratta di una sequenza di canzoni con relativo balletto da eseguire più o meno bene dall’inizio alla fine. La sequenza cambia poche volte al mese e solitamente si tratta di brani per bambini piuttosto ritmici in cinese e inglese, più una canzone patriottica in cui si manifesta tutto il proprio amore per la Cina. Nonostante la mia riluttanza verso il ballo, ora le so ballare tutte pure io a occhi chiusi! (Comunque meglio il ballo che marciare, come fanno nella scuola media di fronte!) 

Per quanto riguarda le lezioni di inglese, gli insegnanti madrelingua sono facilitati da dei dvd in cui ogni lezione è accompagnata da cartone animato, canzoncina e balletto… insomma, se un giorno si è a corto di fantasia c’è sempre una buona base per cominciare. Catturare l’attenzione dei bambini è la sfida più grande… soprattutto perchè ogni pomeriggio insegno nella mia classe di bimbi dai 2 ai 3 anni, praticamente piccolissimi! Ogni tanto mi sembra di rimbambirli: il metodo cinese implica l’apprendimento a memoria e mi ritrovo a farli ripetere tremila volte in venti minuti “Hello bunny, hello bear!”, tanto per fare un esempio. Il potere delle canzoncine messe a oltranza lo sentiamo pure io e Gigi… anche senza volerlo spesso di sera ci vengono in mente dal nulla. E vai di “Hello bunny, hello bear!”. 

A raccogliere arachidi e patate dolci




Venerdì scorso c’è stata la gita nei campi! Che poi gita… insomma, in realtà è stata una giornata dedicata al valore del lavoro contadino. In una bella mattinata soleggiata, tutti noi insegnanti e due autobus pieni di bambini ci siamo diretti appena fuori Liangxiang, in una zona urbano-rurale non particolarmente piacevole (campi infilati tra periferie pezzenti e superstrade) ma comunque interessante, e ci siamo dedicati prima alla raccolta delle patate dolci e poi delle arachidi! Diciamo che è stata un’esperienza divertente ma comunque di lavoro vero. A ogni classe di bambini era riservata una fila del campo e a mani nude si scavava nella terra in cerca di patate! C’è da dire che la terra in quei campi era così fine e asciutta da sembrare sabbia… ma il fatto di non avere nemmeno un paio di guanti e vedere certe insegnanti scavare con addosso le scarpette scamosciate e le camicette di pizzo era abbastanza comico! La raccolta della arachidi invece è stata decisamente meno esaltante… per di più la logica di tutta l’uscita era sbrigarsi, raccogliere il più possibile e poi rientrare alla base per un pranzo a base di hamburger preconfezionati. Comunque sia, ecco che alla fine della giornata mi ritrovo con un saccone di patate dolci in cucina, che non posso cucinare ma nemmeno potevo rifiutare (tutto il raccolto era stato diviso e regalato a ogni partecipante). E ora che me ne faccio? ^^ [scatti gentilmente concessi da una collega]




domenica 14 ottobre 2012

Pechino: a pranzo in uno dei pochi ristoranti nord-coreani al mondo (!!!)


Sempre il giorno della Festa di Metà Autunno, dopo aver gironzolato nel quartiere di Sanlitun e Lonely Planet alla mano, decidiamo di pranzare al Haitanghua Pyongyang Cold Noodle Restaurant “uno dei pochi ristoranti nord coreani al mondo” e, passata una mezz’ora d’orologio per trovare la location, eccoci seduti in un locale austero e vagamente kitsch. Cameriere in divisa pseudo elegante orientale bordeaux, solo un tavolo occupato da altri avventori silenziosi, sottofondo di concerto d’archi trasmesso dalla tv nordcoreana in cui le musiciste (tutte belle ragazze ma in abiti assolutamente trapassati) riproponevano delle colonne sonore anni ‘80-‘90 (tra cui il classicone di Rocky!!). Insomma, nonostante la titubanza iniziale e la soggezione che incuteva il posto, apriamo il menù e vediamo che 15 pagine su 20 sono occupate da pietanze dal costo improponibile (mentre la Lonely Planet lo piazzava tra i locali a buon mercato), così veniamo presi dalla voglia di alzarci e andarcene ma la cameriera già ci sta versando il tè nelle tazze! Arrivati in fondo al menù, con estremo sollievo troviamo finalmente delle portate più abbordabili e puntiamo su una zuppa di pesce (Gigi) e il piatto forte della casa, i noodles freddi o naengmyeon (io). Un’esperienza stranissima: una ciotola di metallo gelido, piena di acqua ghiacciata e vermicelli di riso pronti da mescolare con una torretta di sapori. E devo dire che a parte la mia riluttanza verso i vermicelli per via della loro consistenza gelatinosa, nel complesso il piatto non era così male! La massiccia presenza di peperoncino scaldava la bocca che allo stesso tempo si rinfrescava con gli ingredienti ghiacciati… una sensazione da provare. Per quanto riguarda la zuppa di Gigi, era saporita e piccante… peccato solo per le parti di pesce un po' difficili da gestire (testa, coda e poco altro^^). 

domenica 7 ottobre 2012

Yuebing: mooncake per la festa di metà autunno

Le vacanze sono giunte al termine! Ma devo ammettere di aver vissuto una serie di giornate tanto intense quanto belle. Visto che i giorni liberi previsti dal calendario cinese sono un po’ pochini, non potevo perdere l’occasione di partire e passare qualche giorno fuori casa, così tra le possibili destinazioni io e Gigi abbiamo scelto Shanghai e Suzhou! Però prima di parlarvi di questo viaggio, come promesso vorrei mostrarvi qualcosina riguardo alle mooncake. Prima della Festa di Metà Autunno (che quest’anno è caduta il 30 settembre), le mooncake impazzano sugli scaffali di tutti i supermercati e alcuni banchetti per le vie principali sono letteralmente sommersi da confezioni regalo pronte all’acquisto!
Io ho comprato un paio di mooncake e le ho assaggiate prima della festa (lo so che non si fa ^^ ma ero curiosa!). 
Visto che il 30 invece ero con Gigi in giro per Pechino, sforniti di mooncake proprio il giorno di festa, ho deciso di prenderne un’altra in serata… e al prezzo di una le commesse me ne hanno rifilate altre quattro (un po’ come i panettoni in svendita dopo Natale). Così ho potuto assaggiarle in tre varianti di sapore diverso: al tè matcha e nocciole, ai semi di loto e alle cinque noci (a base di noci, semi di melone, pinoli, nocciole, albicocche secche…), decisamente la mia versione preferita!
Sembrerà strano, però le più buone le ho provate in una delle scuole dove lavoro. L’ultimo giorno prima delle vacanze, la classe dei bambini più grandi si è rimboccata le maniche e ha sfornato una serie di teglie di mooncake profumatissime, in una versione un po’ più artigianale ma decisamente più gustosa. In questo caso la pasta era leggermente croccante, con un ripieno a base di confettura di fagioli rossi. Mangiate tiepide erano deliziose e i bambini, stupiti che mi piacessero, mi hanno offerto il bis :)
Anche i marchi occidentali sono stati attratti dal business delle mooncake. Sia Starbucks che Haagendazs vendono le loro costosissime varianti, così come nelle bakery (che ormai spuntano come funghi ovunque) vengono preparate delle “French mooncake” a base di pan di spagna e confetture. Io però ho puntato sul tradizionale… se no che ci faccio qui?

sabato 29 settembre 2012

Pranzare a Liangxiang, ovviamente street food!

Da lunedì parte ufficialmente una settimana di vacanza per tutti i cinesi e anche per me! Il 1 ottobre infatti è l’anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese e domani 30 settembre ricorre anche un’altra festa molto importante: la Festa di Metà Autunno, giornata in cui le famiglie si riuniscono e mangiano le yuebing(mooncake), ma di questo vi parlerò in un altro post proprio domani! Ora vi mostro invece le foto scattate oggi pomeriggio mentre io e Gigi eravamo a caccia di qualcosina per pranzo per le vie di Liangxiang. Mangiare fuori è decisamente economico, soprattutto quando si parla di street food! E visto che la nostra cucina è sfornita di tutto (ci sono solo gli elettrodomestici ma mancano padelle, piatti, posate…) abbiamo deciso che approfitteremo sempre della mensa della scuola e dei moltissimi locali sparsi per la città! Oggi ci siamo fermati a un banchetto sozzissimo (ma quale non lo è?!) che preparava grosse focacce ripassate sulla griglia. Scambiando qualche chiacchiera con il “proprietario” ho scoperto che veniva dallo Xinjiang e questo ha spiegato i suoi particolari tratti somatici tipici dell’Asia centrale islamica. Le sue focacce erano deliziose, di pasta lievitata e croccante, spalmate con una salsa al pomodoro, cinque spezie e salsa piccante… in qualche modo mi ricordavano la pizza rossa! Per chiudere in “bellezza” poi siamo passati a un altro bacchetto che preparava spiedini bolliti… Era da un po’ che ci tentava e così abbiamo finito per provare! Diciamo che forse è meglio non conoscere gli ingredienti delle polpettine e delle strane formine traslucide infilate sugli spiedini… ma per 5 mao al pezzo (circa 8 centesimi) non si può chiedere di più! Il nostro preferito rimane però un tipo che prepara spiedini alla griglia e ti fa sedere a dei tavolini loschissimi in mezzo al marciapiede… ancora non ho avuto occasione di fotografare, magari appena riesco a spiccicare qualche parolina in più gli chiedo se gli fa piacere se scatto qualche foto :)






martedì 25 settembre 2012

Sono ancora viva!

Ciao a tutti o meglio "Nimen hao". Come ormai sapete ho iniziato la mia nuova avventura cinese che mi terrà via dall'Italia per un anno. Qui è tutto diverso e non vedo l'ora di condividere foto pensieri ed emozioni con tutti voi.
L'unico problema è che la piattaforma di Blogger è oscurata in Cina e quindi vi invito tutti a seguire la mia insolita avventura asiatica su Tumblr http://wagashistories.tumblr.com/

Ho tantissime cose da raccontare. Sono state due settimane intense, in cui a volte mi sono sentita felicissima ed entusiasta, e altre triste e scoraggiata… ma appunto perchè sono qui con Gigi gli ostacoli si superano in due e ogni nuovo giorno diventa una fonte di stimoli e una nuova sfida da affrontare.

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[edit 5/02/2013 premessa: da qui partono una serie di post importati da Tumblr!]
Mi ricordo di avervi lasciato sulle spine col mio ultimo post su Blogger riguardante la mia partenza… e ora posso finalmente dirvi di più! Ormai è iniziata la mia terza settimana in terra cinese: vivo con Gigi a Liangxiang, una cittadina appena fuori Pechino, e tutti e due lavoriamo nello stesso kindergarten come insegnanti di inglese.
Devo ammettere che i primi giorni (soprattutto il primo!) sono stati mooolto duri… i cinesi non amano essere chiari nelle cose, e così ci siamo ritrovati in un appartamento tutto da ripulire (una cosa seria!!), un lavoro da iniziare il giorno subito dopo l’arrivo, le faccende burocratiche da sbrigare all’ufficio di polizia col mio cinese stentato! Un incubo! Per non parlare della connessione internet che siamo riusciti a sistemare soltanto dopo una settimana dall’arrivo… (non poterci connettere ci rendeva nervosissimi) e in fondo alla lista direi la censura cinese che non mi permette di aprire l’80% delle cose che vorrei vedere, a partire dal mio amato Blogger! Per fortuna almeno Tumblr funziona!
Ho tantissime cose da raccontare. Sono state due settimane intense, in cui a volte mi sono sentita felicissima ed entusiasta, e altre triste e scoraggiata… ma appunto perchè sono qui con Gigi gli ostacoli si superano in due e ogni nuovo giorno diventa una fonte di stimoli e una nuova sfida da affrontare. 

giovedì 6 settembre 2012

Tortine di mochi alla lavanda e... imminente partenza per la Cina!



Rieccomi qui dopo un agosto intensissimo (e un vergognoso allontanamento totale dal blog)! Anche se la mia vacanza ufficiale era stata quella di giugno in Scozia, sono riuscita a passare lo stesso un po' di giorni fuori casa... sia da mio fratello in Inghilterra che dal mio ragazzo in Lazio. Insomma, non mi sono per niente annoiata ^.^ Ma le settimane più movimentate sono state le ultime due, perché nel giro di pochi giorni ho deciso di stravolgere la mia vita: ho coinvolto Gigi, firmato un contratto e prenotato l'aereo... e domenica si parte per la Cina! Sono emozionatissima solo a pensarci... e vi prometto che questo blog si trasformerà nel mio diario di viaggio! Per ora non vi dico altro... [nel frattempo posterò le cosine raccolte durante l'estate] trattengo l'agitazione e aspetto di mettere piede in terra cinese! 


Ingredienti per 10 tortine:

100 gr joshinko
80 gr shiratamako
100 ml di acqua
olio di sesamo
lavanda

Mescolate le farine con 100 ml di acqua bollente. Impastate bene, formate una palla e lasciatela riposare per 30 minuti in un panno bagnato. Stendete la pasta fino a uno spessore di 3 mm, appoggiateci sopra la lavanda e premete leggermente con il mattarello. Dopodiché ricavate 10 cerchietti con un taglia biscotti e ripassateli in una padella con un filo d'olio di sesamo, finché le tortine saranno dorate su entrambi i lati. Servite calde con del miele diluito con un goccio d'acqua.




mercoledì 1 agosto 2012

La merenda sul balcone: bagel estivi con tonno e pomodorini


Lunedì è stata una giornata infernale. Gigi e io abbiamo lasciato ufficialmente l'appartamento di Milano per mettere radici ancora non sappiamo dove! In una volta sola siamo riusciti a caricare nella Punto tutti gli scatoloni, scatoline e scatolette di cose accumulate nella casetta che ci ha ospitati per tre non poi così lunghi anni. Ormai non c'è più molto che ci lega a Milano e io ho una gran voglia di cambiare aria... stiamo affrontando questo periodo di incertezza con la voglia di entusiasmarci per il futuro che ci aspetta! Il trasloco ci voleva, come avevamo bisogno di tagliare con la routine cittadina e il salasso degli affitti milanesi. 

Dopo una giornata durissima ci siamo quindi concessi un martedì rilassante e a Gigi, sfogliando "Buon appetito America!" di Laurel Evans, è venuta una gran voglia di bagel... così ci siamo messi in cucina a quattro mani, abbiamo impastato, fatto lievitare e infornato. E mentre io allestivo il balcone per la merenda, Gigi studiava la farcitura per i bagel, centrando perfettamente i miei gusti. Così ci siamo regalati un momento intenso di emozioni e di sapori, accompagnati da una bella ale ambrata inglese e dal caldo estivo del tardo pomeriggio.


Ingredienti per 10 bagel:

impasto
540 gr di farina
300 ml di acqua
una busina di lievito di birra secco
un cucchiaino di miele di bosco Rigoni d'Asiago
12 gr di sale

acqua bollente
3 litri d'acqua
un cucchiaino di miele di bosco Rigoni d'Asiago
un cucchiaino di bicarbonato di sodio

copertura
semi di sesamo o di papavero
un uovo sbattuto con un cucchiaino d'acqua

farcitura
tonno
pomodorini
basilico greco
sale e pepe
maionese

Impastate la farina, il lievito, l'acqua e il miele per circa 4 minuti. Aggiungete il sale e continuate a impastare per altri 7 minuti fino a ottenere una pasta liscia ed elastica (per fare prima io ho usato il robot da cucina!). Mettete poi l'impasto a lievitare in una ciotola leggermente unta, coprite con la pellicola e lasciate riposare per un'oretta. Dopodiché trasferite l'impasto su una superficie infarinata e dividetelo in 10 parti uguali. Con ognuna formate una palla e fateci un buco dalla forma tonda, allargandolo a piacimento. Coprite i bagel con un canovaccio pulito e lasciate riposare per altri 15 minuti. Nel frattempo mettete a bollire l'acqua con il miele e il bicarbonato e portate il forno a 180°C. Tuffate i bagel nell'acqua bollente, uno o due alla volta, cuocendoli un minuto per parte. Trasferiteli sulla carta forno, spennellateli con l'uovo sbattuto e aggiungete i semini che preferite. Infornate per 20-25 minuti finché saranno ben dorati! Infine farcite a piacere.








martedì 24 luglio 2012

Una sorpresina made in Japan da Zero in Cucina



Sono sicura che Chiara di Zero in Cucina ormai la conoscete tutti, ma nel caso in cui non l'aveste ancora fatto, dovete assolutamente visitare il suo blog: ricette innovative, raffinate e sempre profumate d'Oriente, accompagnate da foto altrettanto curate ed emozionanti! In questo periodo ogni sua creazione è dolcemente pervasa da note nipponiche assimilate durante il suo ultimo viaggio ed è proprio dal Giappone che Chiara mi ha portato una serie di cosine fantastiche: senbei al sapore d'ume, un paio di hashi, un tenugui, un paio di tabi, una mollettina kawaii, Chupa Chups e KitKat in versione orientale ^.^ [Grazie di cuore Chiara... è stata una bellissima sorpresa! Non vedo l'ora di ricambiare sai?]


venerdì 20 luglio 2012

Vasetto di curd alle more e l'ascensore in sogno


Non vi capita mai di sognare l'ascensore? A me sì, davvero parecchie volte! Sarà che qui a Milano vivo al sesto piano e se qualcuno prende l'ascensore di notte, ne sento il suono che rompe il silenzio. Di conseguenza se il sonno è leggero, i miei sogni prendono una piega diversa e incominciano a seguire quella via angusta che è il salire e scendere dell'ascensore. Quello in questione è piccolo, rumoroso, di quelli con le porticine trasparenti e che quindi dà la possibilità di farsi involontariamente i fatti degli altri, perlomeno durante quei pochi secondi di passaggio da un piano all'altro. E dimenticavo, si tratta di un piccolo pezzo di storia proveniente dagli anni '70, che io preferirei davvero mandare in pensione, e perché no, in demolizione. Fatto sta che da quando vivo qui spesso mi perseguita in sogno: nel migliore dei casi non si ferma al mio piano e devo recuperare qualche rampa di scale a piedi, ma questo non è niente in confronto alle volte in cui l'ascensore traballa e precipita senza controllo fino a terra o mi lascia in piani che non conosco, quasi fossero delle terre sconosciute che mi disorientano e non mi fanno più trovare la strada di casa. Per fortuna a fine luglio lascerò questo appartamento e metterò finalmente la parola fine a questa paranoia notturna! 

Ora vi lascio alla ricettina di oggi, uno squisito curd alle more che racchiude tutta la forza del sole estivo.


Ingredienti per un vasetto:

100 gr di more
75 gr di zucchero
70 gr di burro
succo di mezzo limone
1 cucchiaino di maizena
1 tuorlo

Mettete il burro e lo zucchero in un pentolino, e sciogliete a fuoco lento. Nel frattempo frullate le more (se desiderate potete eliminare i semini con un setaccio... ma a me piacciono, danno al curd una texture più rustica) e versatele nel pentolino insieme al succo di mezzo limone. Mescolate bene e infine aggiungete il tuorlo e il cucchiaino di maizena. Continuate a mescolare finché il composto raggiunge il bollore e inizia ad addensarsi leggermente (circa un minuto di bollore dovrebbe bastare). Versate poi in un vasetto e mettete in frigo a raffreddare. Il curd va consumato entro una decina di giorni.


giovedì 19 luglio 2012

Scatti dal Lago di Como ♥ lo scorso weekend

Abbazia di Piona

Vista dal Castello di Vezio, Varenna

Abbazia di Piona

Abbazia di Piona

Abbazia di Piona

Abbazia di Piona

Orrido di Bellano

Vetrina a Cernobbio



mercoledì 18 luglio 2012

Mi piacerebbe vivere al mare


Adoro il mare e soprattutto l'oceano. Il suono delle onde che si infrangono sugli scogli, le conchigliette che scivolano sulla sabbia trasportate dall'acqua, la sensazione di libertà e al tempo stesso di inquietudine nel guardare l'orizzonte. Mi piacerebbe vivere al mare, bagnarmi i piedi nelle fredde acque scozzesi e lasciarmi ipnotizzare dall'andirivieni delle maree. Ed è per questo che mi piace circondarmi di oggetti che mi fanno sentire il suono del mare, proprio come se stessi accostando una conchiglia all'orecchio. 

Ieri era il mio compleanno - quest'anno sono 26! - e Fede mi ha regalato la barchetta a vela di ceramica che vedete qui sotto... inutile dire che mi piace tantissimo e già mi fa compagnia dondolando al vento. Dove abita Fede, a Portsmouth, c'è Shoal, un piccolo negozio dedicato al seaside living... io mi ci sono innamorata dalla prima volta in cui ho oltrepassato la soglia. Così tempo fa avevo chiesto a Fede di comprarmi una tazza per Gigi: la Salty Old Sea Dog. Gli oggettini in ceramica traforata li trovate sempre da Shoal, ma sono targati Seapod e si possono comprare anche dal loro sito ufficiale. Penso che il mio prossimo passo saranno quei porta candele waves!

Se potessi esprimere un desiderio, vorrei vivere al mare.











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